Alessandro Parronchi, “Il Giuoco del Barone”
18 Aprile 2019
Enrico Filippini editore e scrittore Marino Fuchs Carocci Copertina
Enrico Filippini editore e scrittore
9 Luglio 2018
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Le lettere tra Edoardo Sanguineti ed Enrico Filippini testimoniano una collaborazione che incise notevolmente sulla stagione culturale degli anni Sessanta, toccando gli ambiti dell’editoria; della neoavanguardia e del Gruppo 63; della traduzione e della critica militante. Filippini, eccezionale mediatore culturale tra l’Italia e la cultura mitteleuropea, lavorando presso Feltrinelli si impegnò ad aggiornare il panorama letterario italiano attraverso la traduzione della letteratura tedesca del Gruppo 47. Parimenti divulgò all’estero i testi del Gruppo 63, soprattutto quelli di Sanguineti. Il Carteggio costituisce dunque una fonte primaria di informazioni ancora inedite su alcune opere di Sanguineti (Capriccio italiano e Purgatorio de l’Inferno). Dal carteggio risulta anche lo spessore di un’amicizia, di un rapporto personale che lasciò tracce consistenti nelle rispettive produzioni culturali, in termini di autocommento e di istituzione di un immaginario letterario comune.

 
"Era il convegno a Palermo per costituire il Gruppo 63. Di Filippini, ne avevo sentito parlare da parte di Riva, di Balestrini, come di un tipo che lavorava presso la Casa Editrice Feltrinelli. Ma non c’eravamo mai visti. Arrivati a Palermo, scendiamo dall’aereo, e lui punta il dito su di me: sei Sanguineti! – mi dice. Cominciamo a parlare, e comincia pure una conversazione interminabile. Insomma, si aprì un dialogo che poi si prolungò negli anni"

Edoardo Sanguineti